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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 29/06/2011

All'indirizzo http://cartelle-esattoriali.diritto.it/docs/31923-dal-1-luglio-2011-viene-abolita-la-cartella-di-pagamento

Autore: AR redazione

Dal 1 luglio 2011 viene abolita la cartella di pagamento

Dal 1 luglio 2011 viene abolita la cartella di pagamento

Pubblicato in Esecuzione mobiliare e immobiliare il 29/06/2011

Autore

47250 AR redazione
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Dal 1 luglio 2011  viene abolita la cartella di pagamento
 
(estratto dal volume Nunzio Santi Di Paola Come difendersi dalle cartelle di pagamento – Maggioli Editore – aprile 2011)
 
Con riferimento alle imposte dirette e all’Iva, non può non accennarsi brevemente alla riforma introdotta dall’art. 29 del d.l. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, che ha previsto di modificare la procedura della riscossione delle imposte suddette, con entrata in vigore dal primo luglio 2011.
Si tratta di una riforma in corso d’opera e per il momento di incerta applicazione, in quanto richiederebbe una contestuale ed indifferibile riforma sistematica della disciplina della riscossione, non conciliabile con la “celerità” del decreto legge.


La lettera e) del comma 1 dell’art. 29 in esame prevede che, fermo restando il testo letterale di tutte le disposizioni del sistema di riscossione e quelle in particolare riferite al ruolo, alla cartella di pagamento e alle somme contenute in tali atti, l’agente della riscossione deve procedere, in base all’avviso di accertamento reso esecutivo e senza la rituale preventiva notifica della cartella di pagamento, all’espropriazione esecutiva
“con i poteri, le facoltà e le modalità previste dalle disposizioni che disciplinano la riscossione a mezzo ruolo”. Si tratta evidentemente di un rinvio legislativo formulato in modo teorico e generalizzato, nonché limitato alle sole disposizioni che prevedono i poteri e le facoltà del-l’agente della riscossione. Vedi l’approfondimento di A. PARASCANDOLO, Potenziamento della riscossione ai fini della lotta contro l’evasione secondo la manovra finanziaria 2010, in Il Fisco, n. 37/2010, fasc. 1, pag. 5990.
 
 Il d.l. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nel tentativo di rendere più efficiente l’attività di riscossione attraverso la semplificazione e la concentrazione delle procedure, ha riformato il sistema di riscossione delle somme richieste mediante avviso di accertamento ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva.
L’art. 29 del decreto in questione

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questione ha attribuito efficacia esecutiva all’avviso di accertamento, precisando che le nuove regole avranno effetto a partire dagli avvisi notificati dal 1° luglio 2011 e relativi ai periodi d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2007 e successivi.
In particolare, accennando alle novità della riforma che rilevano ai nostri fini, il d.l. n. 78/2010 ha previsto che l’avviso di accertamento diventa definitivo decorsi 60 giorni dalla notifica dell’atto.
Come espressamente previsto dalla legge, gli avvisi di accertamento ed i correlati provvedimenti di irrogazione delle sanzioni “divengono esecutivi all’atto della notifica”. La natura recettizia del provvedimento in questione implica, infatti, la valida conclusione del procedimento notificatorio ai fini del perfezionamento della fattispecie provvedimentale. Ne discende che, in mancanza di una valida notifica non esiste giuridicamente un provvedimento impositivo, e neppure un titolo esecutivo.
Contrariamente a quanto avviene per l’iscrizione a ruolo,
Vedi art. 12, comma 4 del d.P.R. n. 602/1973. In proposito, cfr. M. BRUZZONE, L’essenzialità della sottoscrizione del titolo esecutivo tributario, in A. COMELLI e C. GLENDI, La riscossione dei tributi, cit., pag. 95 ss.
 
 il perfezionamento del titolo esecutivo in questione non viene ricondotto al momento della sottoscrizione. L’avviso di accertamento è illegittimo se non validamente sottoscritto; ma, se validamente sottoscritto, può costituire titolo esecutivo soltanto se viene ritualmente notificato al contribuente.
Conseguentemente, al fine dell’esecuzione non è più necessaria la notifica della cartella di pagamento. L’avviso di accertamento ed il contestuale provvedimento di irrogazione delle sanzioni dovranno contenere l’intimazione ad adempiere all’obbligo di versamento delle somme richieste mediante l’accertamento stesso entro il termine di presentazione del ricorso (60 giorni).
Inoltre, l’avviso de quo dovrà contenere l’indicazione
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