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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 25/03/2016

All'indirizzo http://cartelle-esattoriali.diritto.it/docs/37989-la-decorrenza-del-termine-di-impugnazione-dell-avviso-di-accertamento-notificato-per-compiuta-giacenza-tramite-servizio-postale

Autore: Assenza Carmelo

La decorrenza del termine di impugnazione dell’avviso di accertamento notificato per compiuta giacenza tramite servizio postale

La decorrenza del termine di impugnazione dell’avviso di accertamento notificato per compiuta giacenza tramite servizio postale

Pubblicato in Diritto tributario, Giurisprudenza tributaria il 25/03/2016

Autore

50205 Assenza Carmelo

Qui la sentenza n. 2047 - 2/2/2016 - Corte di Cassazione - Civile, Sesta - Civile

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In caso di mancato recapito della raccomandata contenente l’avviso di accertamento all’indirizzo del destinatario, la notifica ex art. 14 L. 890/82 deve intendersi eseguita decorsi dieci giorni dalla data del rilascio dell’avviso di giacenza (o dalla data di spedizione della raccomandata di trasmissione dell’avviso di giacenza) oppure, se anteriore, dalla data del ritiro del plico ed è da tale data che decorre il termine di impugnazione del provvedimento.
E’ questo l’orientamento che emerge dall’ordinanza n. 2047 del 2 febbraio 2016 della Corte Suprema di Cassazione, Sesta Sezione Civile Tributaria.
Nel caso di specie, l’Agenzia delle Entrate presentava ricorso per la cassazione della sentenza con cui la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, riformando la decisione di primo grado, aveva annullato l’avviso di accertamento con cui l'Amministrazione Finanziaria aveva rettificato i redditi del contribuente per un precedente periodo d’imposta.
La Commissione Tributaria Regionale, infatti, aveva disatteso l’eccezione dell’Ufficio di tardività del ricorso introduttivo del contribuente: in particolare, il giudice territoriale aveva individuato il dies a quo del termine per l’impugnazione nella data in cui il contribuente aveva ritirato il plico e non nella data anteriore in cui era spirato il termine di dieci giorni dall’invio della raccomandata contenente l’avviso di giacenza.
Secondo la difesa dell’Erario, invece, la decisione impugnata violava la disposizione della L. 890/1992 art. 8
c. 4 (come sostituito dal D.L. 14 marzo 2005 n. 35 convertito con modificazioni dalla L. 14 maggio 2005 n. 80 art. 2 comma 4 lett. c n. 3), secondo cui "La notificazione si ha per eseguita decorsi dieci giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandata di cui al secondo comma ovvero dalla data del ritiro del piego, se anteriore".
Per notificare l’atto impugnato l’Ufficio si era avvalso della possibilità di procedere alla notifica diretta per posta ex art. 14 L. 890/82: come chiarito nella sentenza della Corte di Cassazione n. 17598/10, nel caso di notifica per posta effettuata direttamente dall’Ufficio "il notificante è abilitato alla notificazione dell'atto senza l'intermediazione dell'ufficiale giudiziario (ferma restando, ovviamente, quella dell'ufficiale postale), e, quindi, a modalità di notificazione semplificata, alle quali, pertanto, non si applicano le disposizioni della L. n. 890 del 1982, concernenti

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concernenti le sole notificazioni effettuate a mezzo posta tramite gli ufficiali giudiziali (o, eventualmente, i messi comunali e i messi speciali autorizzati), bensì le norme concernenti il servizio postale ordinario".
Secondo la Corte, il principio per cui una comunicazione trasmessa per posta raccomandata ordinaria si ritiene pervenuta al destinatario alla data del rilascio dell’avviso di giacenza (Cass. 6527/03, in tema di comunicazione di licenziamento; Cass. 27526/13, in tema di disdetta del contratto di locazione), non può essere applicato all’ipotesi di notificazione ex art. 14 L. 890/82: non solo perché comunicazione e notificazione sono atti giuridici differenti, ma anche perché l’art. 14 cit. fa riferimento ad atti notificati "al contribuente" e, pertanto, la disciplina del procedimento notificatorio ivi previsto non può essere ricostruita senza considerare la disposizione della L. 212/2000 (c.d. Statuto del contribuente) art. 6 c. 1, secondo cui “L’amministrazione finanziaria deve assicurare l’effettiva conoscenza da parte del contribuente degli atti a lui destinati”.
Poiché secondo l’ultima parte dello stesso commaRestano ferme le disposizioni in materia di notifica degli atti tributari”, il principio di effettiva conoscenza deve orientare l’interprete e, nel caso di specie, non consente di individuare il momento di perfezionamento della notifica al compimento di un adempimento (il rilascio dell’avviso di giacenza), nel quale è certo che il destinatario dell’atto non ne ha conoscenza incolpevolmente, non avendo ancora avuto la possibilità di recarsi a ritirare l’atto presso l’ufficio postale: una ricostruzione del genere, in effetti, sarebbe irrimediabilmente in contrasto con il principio del diritto di difesa previsto dall’art. 24 Cost. (cfr. sentenza della Corte Costituzionale n. 346/98, secondo cui " La funzione propria della notificazione é quella di portare l’atto a conoscenza del destinatario, al fine di consentire l’instaurazione del contraddittorio e l’effettivo esercizio del diritto di difesa. Compete naturalmente al
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