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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 12/05/2016

All'indirizzo http://cartelle-esattoriali.diritto.it/docs/38217-l-intervento-di-equitalia-in-un-procedimento-di-espropriazione-immobiliare-alla-luce-del-novellato-d-p-r-602-1973

Autore: Casaleno Alberto

L’intervento di Equitalia in un procedimento di espropriazione immobiliare alla luce del novellato d.p.r. 602/1973

L’intervento di Equitalia in un procedimento di espropriazione immobiliare alla luce del novellato d.p.r. 602/1973

Pubblicato in Diritto tributario il 12/05/2016

Autore

50299 Casaleno Alberto

Qui la sentenza n. 40 - 28/1/2016 - Tribunale - Cosenza

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L’intervento di Equitalia in un procedimento di espropriazione immobiliare alla luce del novellato d.p.r. 602/1973 Sommario: 1. Premessa. - 2. Il contesto normativo. - 3. Considerazioni.
 
1. Nella prassi giurisprudenziale sono molteplici i procedimenti aventi come parte in causa Equitalia s.p.a., la società per azioni che dal 2006 è incaricata della riscossione dei tributi su tutto il territorio nazionale, fatta eccezione per la Sicilia. Nel caso in esame, degno di nota per la sua singolarità, la sopracitata società è intervenuta in un procedimento di espropriazione immobiliare tra privati, assumendo di essere creditrice di una somma pari a circa 175.961,00 Euro. A seguito della rinuncia agli atti effettuata dal creditore pignorante, il quale era stato integralmente soddisfatto, si è posto il problema se Equitalia s.p.a. in qualità di interventore sia legittimata a perseguire l’espropriazione secondo le forme ordinarie, e se possa continuare a far valere non un proprio diritto, ma un diritto altrui.
2. Per risolvere la questione di fondo rappresentata dal fatto che l’interventore, quale concessionario della riscossione, agisce esecutivamente per recuperare un presunto credito vantato da altri, è necessario individuare le disposizioni che regolano la materia oggetto della controversia in esame, sono il D.P.R 602/1973 artt. 10-45-48bis, 49-61 ivi compreso l’art. 53, 76-87-88-89, 2910 cod. civ. 81,499 e seguenti del codice di procedura civile. Come è noto, la riscossione dei tributi e dei crediti della pubblica amministrazione  è affidata,
ex lege, al concessionario, ora Agente della riscossione, che procede secondo le speciali forme tassativamente previste dal D.P.R. 602/1973. Al riguardo la Corte di Cassazione a Sezioni Unite, nella sentenza 5255/1993, ha affermato che l’espropriazione immobiliare esattoriale disciplinata dagli artt. 46 e seguenti del D.P.R. 602/1973 costituisce un procedimento esecutivo speciale che deroga alle disposizioni dettate dal codice civile. Il legislatore tributario ha infatti dettato principi generali validi per tutte le procedure espropriative esattoriali le quali, in molti punti differiscono da quelle del diritto processuale comune, e che sono così sintetizzabili:
-art. 51 D.P.R. 602/1973, “la procedura speciale tributaria può essere avviata anche nei confronti di un debitore che sta subendo una procedura ordinaria iniziata da un creditore privato e,in tali ipotesi, l’agente della riscossione si può surrogato al creditore procedente instaurando l’esecuzione speciale in luogo di quella ordinaria

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ordinaria che dunque si estingue”;
-art. 52 D.P.R. 602/1973 ,“la vendita dei beni espropriati avviene sempre mediante incanto e a differenza della procedura ordinaria non deve essere autorizzata dal giudice”;
- art.53 D.P.R. 602/1973, (come da ultimo modificato dall’art. 52, co. 1, lett. c), d.l. 21.6.2013, n.69, convertito dalla l. 9.8.2013, n.98; peraltro, sono previsti termini di efficacia diversi nei casi previsti dagli artt. 62, co. 1 bis e art. 80, co. 1, lett. l), n.3) d.l. n.69/2013,convertito, con modificazioni, dalla l.n. 98/2013), “Il pignoramento perde efficacia se, decorsi duecento giorni dalla sua esecuzione, non sia stato effettuato il primo incanto
-art.54 D.P.R. 602/1973i creditori privati possono intervenire nella procedura speciale, con istanza redatta ai sensi dell’art. 499 c.p.c., indirizzata al l’agente della riscossione”;
-art.55 D.P.R. 602/1973l’agente della riscossione non può mai chiedere l’assegnazione dei beni pignorati
-art.64 D.P.R. 602/1973 può essere custode
-art.56 D.P.R. 602/1973il primo contatto con il giudice dell’esecuzione si ha entro dieci giorni dalla vendita, termine entro il quale l’agente della riscossione deve depositare in cancelleria gli atti ed il prezzo, per essere autorizzato dal giudice a trattenere l’ammontare corrispondente al credito per cui si procede”;
Occorre evidenziare,inoltre, che il procedimento di espropriazione immobiliare, disciplinato alla successiva Sezione IV, del titolo II, differisce da quello ordinario, anche perché non è necessaria alcuna autorizzazione alla vendita da parte del giudice.
Il d.l. n.69/2013, convertito dalla l.n. 98/2013,infine, ha apportato delle notevoli modifiche atteso che: ha previsto, tra l’altro, che su istanza di parte, il giudice dell’esecuzione possa nominare un esperto ai fini della valutazione del bene e della conseguente determinazione del prezzo di vendita (art. 80, co.2,lett.b del D.P.R. 602/1973, novellato); ha introdotto due nuove
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