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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 27/05/2016

All'indirizzo http://cartelle-esattoriali.diritto.it/docs/38275-se-l-ufficio-non-attiva-il-contraddittorio-preventivo-in-caso-di-incertezze-la-cartella-nulla

Autore: Graziotto Fulvio

Se l'Ufficio non attiva il contraddittorio preventivo in caso di incertezze la cartella è nulla?

Se l'Ufficio non attiva il contraddittorio preventivo in caso di incertezze la cartella è nulla?

Pubblicato in Diritto tributario il 27/05/2016

Autore

50130 Graziotto Fulvio
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Se l'Ufficio non attiva il contraddittorio preventivo in caso di incertezze la cartella è nulla? Nelle iscrizioni a ruolo derivanti dalla liquidazione di tributi risultanti da dichiarazioni, l'obbligo del contraddittorio preventivo è imposto non in via generalizzata, ma soltanto qualora sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione
 
Decisione: Sentenza n. 5394/2016 Cassazione Civile - Sezione V
Classificazione: Amministrativo, Civile, Commerciale, Penale, Societario, Tributario
Parole chiave: accertamento – ricorso
 
Il caso.
Una società aveva proposto ricorso, respinto in primo grado dalla Commissione Tributaria Provinciale, avverso una cartella di pagamento relativa a omesse ritenute alla fonte, nonché sanzioni e interessi sull'omesso versamento IVA per l'anno d'imposta 2005.
In sede di appello, la Commissione Tributaria Regionale rigettava l'impugnazione.
La cartella era stata emessa all'esito della liquidazione automatizzata del modello unico, ex art. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973 per le imposte dirette, e art. 54 del D.P.R. n. 633/1972 per l'IVA.
La società ricorre per la cassazione della sentenza appellata.
 
La decisione.
In relazione al primo motivo di ricorso proposto, ritenuto fondato, la Suprema Corte osserva «Il comma 5 dell'art. 6 della legge 27 luglio 2000, n. 212 non impone l'obbligo del contraddittorio preventivo in tutti i casi in cui si debba procedere a iscrizione a ruolo derivanti dalla liquidazione di tributi risultanti da dichiarazioni, ma soltanto "qualora sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione" (v. Cass. n. 7536/2011; n. 795/2011; n.
26316/2010, diffusamente 25 maggio 2012, n. 8342): se il legislatore avesse voluto imporre il contraddittorio preventivo in tutti i casi di iscrizione a ruolo derivante dalla liquidazione dei tributi risultanti dalla dichiarazione, non avrebbe posto la condizione di cui al citato inciso».
Infatti, il Collegio precisa che «In questa cornice, al cospetto di "un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione", il comma 3 e dell'articolo 36- bis del d.P.r. 600/73 e dell'articolo 54-bis del d.P.r. 633/72, prevede l'invio di un'apposita comunicazione al contribuente.»
E chiarisce ancora che «il legislatore, pur avendo ben presente la sanzione di nullità, espressamente comminata dall'art. 6, comma 5, legge n. 212/2000, allorquando è nuovamente intervenuto a novellare, nel 2005, gli artt. 36-bis e 54-bis, non l'ha prevista in caso di violazione delle prescrizioni di queste norme; il che induce a ritenere che si sia

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sia inteso limitare la grave sanzione di invalidità dell'atto impositivo esclusivamente alla ipotesi di "rilevante incertezza" sui dati esposti nella dichiarazione considerata dalla norma dello statuto dei diritti del contribuente (espressamente in termini, Cass. 22 aprile 2015, n. 8154)».
Passando alla fattispecie oggetto di ricorso, la Cassazione osserva che «nel caso in esame, il giudice d'appello non mostra di dubitare che sussistesse il presupposto di fatto per l'insorgenza dell'obbligo dell'amministrazione di "...invitare il contribuente, a mezzo del servizio postale o con mezzi telematici, a fornire i chiarimenti necessari.., entro un termine congruo e comunque non inferiore a trenta giorni dalla ricezione della richiesta" ossia la sussistenza di <<...incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione>>, a norma del comma 5 dell'art. 6 della I. 212 del 2000».
Da queste premesse, il Collegio afferma quindi che «È, allora, errata la statuizione in diritto, secondo la quale l'omessa instaurazione del contraddittorio in queste ipotesi non sarebbe causa di nullità».
E ricorda le ragioni della sanzione di nullità: «Espressamente il comma dell'art. 6 dello statuto dei diritti del contribuente stabilisce, come visto, la nullità dei <>. La norma è con ogni evidenza posta a presidio del pieno dispiegarsi del contraddittorio procedimentale, il quale, come ha già sottolineato la corte, costituisce primaria espressione dei principi, di derivazione costituzionale, di collaborazione e buona fede tra amministrazione e contribuente ed è diretto al migliore e più efficace esercizio della potestà impositiva (Cass., sez.un., 29 luglio 2013, n. 18184; valorizzano la necessità di rispetto del contraddittorio procedimentale anche sez.un., 19 settembre 2014, n. 19667; discorre inoltre di nullità in caso di violazione del comma 5 dell'art. 6 della legge 212 del 2000 Cass. 14 gennaio 2011, n. 795)».
Pertanto, la Cassazione accoglie il ricorso e rinvia ad altra sezione della Commissione Tributaria
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